«Dottore, dottore, dottore del buco del cul, vaffancul vaffancul» (again)

queste famiglie sempre invadenti e invasive…. non c’è bisogno di andare in ateneo per festeggiare un laureando. Ci fosse poi almeno un terzo degli astanti che sia in grado si intuire di che cosa si parla in una discussione di tesi di laurea, non saremmo il paese che siamo.

D I S . A M B . I G U A N D O

Laurea americana

L’anno scorso, durante le cerimonie di laurea autunnali, scrissi un articolo che destò alcune polemiche. Questo: «Dottore, dottore, dottore del buso del cul, vaffancul vaffancul». Come se io fossi una barbosissima prof che si irrita se i ragazzi festeggiano. Mavalà. L’articolo, a leggerlo senza gli occhiali dello stereotipo, in realtà diceva altro. (Chi mi conosce, fra l’altro, sa quanto lontana io sia dall’immagine del prof fustigatore di costumi, ma non importa.). Nel frattempo, a Bologna, il Dams ha abolito le cerimonie di laurea. E ancora una volta la cosa è stata letta (anche dai giornalisti) come una contrapposizione fra prof bacchettoni e studenti festaioli. Allora mi spiego meglio.

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Italy - Nemo propheta in patria
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